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DISPENSA 13 – Officina del Romanzo

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Dispensa in formato PDF – Peso 2,89 MB

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Descrizione

DISPENSA 13  QUANDO I PERSONAGGI COMINCIANO A PARLARE

Il dialogo come strumento per far vivere i personaggi

I tuoi personaggi hanno qualcosa da dire. Ma parlano davvero come persone?

Un dialogo non serve soltanto a far passare informazioni da un personaggio all’altro.

Quando due personaggi parlano, entrano in gioco desideri, emozioni, conflitti, relazioni, paure, omissioni, incomprensioni e cose non dette.

Il dialogo può rivelare chi sono i personaggi, modificare una relazione, creare tensione, far avanzare la trama oppure preparare una svolta.

E soprattutto può fare qualcosa di fondamentale:

far sentire al lettore che quelle persone esistono davvero.

La Dispensa 13 — Quando i personaggi cominciano a parlare accompagna lo scrittore nella costruzione del dialogo, partendo dalle parole pronunciate fino ad arrivare al sottotesto, ai silenzi, alle reazioni e alla revisione.


COSA AFFRONTA LA DISPENSA

La dispensa lavora sul dialogo non come semplice tecnica di scrittura, ma come strumento narrativo.

Il dialogo come azione

Un personaggio non parla soltanto per dire qualcosa: può cercare di ottenere qualcosa, evitare qualcosa, convincere, nascondere, provocare, sedurre, difendersi o prendere tempo.

La voce dei personaggi

Ogni personaggio dovrebbe avere un modo riconoscibile di parlare, coerente con la propria personalità, esperienza, cultura, situazione e stato emotivo.

Il dialogo e il conflitto

Anche una conversazione apparentemente tranquilla può contenere obiettivi diversi e tensioni nascoste.

Il sottotesto

Ciò che un personaggio dice può non coincidere con ciò che pensa, desidera o prova realmente.

Il sottotesto è proprio quella parte sommersa della conversazione che il lettore può percepire senza che venga necessariamente spiegata.

Silenzio, pause e reazioni

Non parlano soltanto le parole.

Un silenzio, uno sguardo, un gesto o una reazione possono modificare completamente il significato di una battuta.

Il dialogo nella relazione

Le conversazioni contribuiscono a mostrare come cambia il rapporto tra i personaggi: avvicinamento, distanza, attrazione, conflitto, incomprensione, crisi ed evoluzione.

Il dialogo come motore della storia

Una buona conversazione non rimane ferma.

Dopo aver parlato, qualcuno dovrebbe sapere qualcosa in più, decidere qualcosa, cambiare atteggiamento, avvicinarsi, allontanarsi o trovarsi davanti a un nuovo problema.


COSA TROVI NELLA DISPENSA

Trovi strumenti per capire che cosa deve fare un dialogo prima ancora di scriverlo.

La domanda non è soltanto:

“Cosa devono dirsi?”

Ma anche:

  • cosa vuole ottenere questo personaggio?
  • cosa sta cercando di evitare?
  • perché lo dice proprio adesso?
  • cosa non può o non vuole dire?
  • cosa pensa davvero?
  • cosa capisce l’altro personaggio?
  • cosa rimane non detto?
  • cosa cambia dopo questa conversazione?

La dispensa lavora quindi sulla distanza tra parole e intenzioni, che può diventare una delle fonti più interessanti di tensione narrativa.


GLI STRUMENTI OPERATIVI

La Dispensa 13 mette a disposizione strumenti per costruire e verificare i dialoghi, tra cui:

  • analisi dell’obiettivo del personaggio;
  • analisi dell’intenzione nascosta;
  • controllo della voce individuale;
  • verifica del sottotesto;
  • uso di silenzi e pause;
  • controllo delle reazioni;
  • verifica della funzione narrativa del dialogo;
  • controllo delle informazioni;
  • prova di naturalezza;
  • revisione delle battute;
  • esercizio operativo per costruire e revisionare un dialogo completo;
  • check-list finale del dialogo.

Uno degli aspetti importanti è evitare che il sottotesto diventi un esercizio artificiale: non tutto deve essere allusione o non detto. Anche le conversazioni normali hanno posto nel romanzo.


IL DIALOGO NON È UNA CONVERSAZIONE TRASCRITTA

Nella vita possiamo parlare per minuti senza che accada nulla di particolarmente significativo.

Nel romanzo, invece, il dialogo deve avere una ragione narrativa.

Può:

  • far avanzare la storia;
  • rivelare un personaggio;
  • modificare una relazione;
  • introdurre un’informazione;
  • nascondere un’informazione;
  • creare conflitto;
  • aumentare la tensione;
  • preparare una svolta;
  • provocare una decisione;
  • mostrare un cambiamento.

Il dialogo diventa così azione narrativa, non semplice conversazione.


IL SOTTOTESTO: QUELLO CHE NON VIENE DETTO

Uno degli strumenti più potenti del dialogo è la distanza tra ciò che viene pronunciato e ciò che realmente sta accadendo.

Un personaggio può dire:

“Sono contenta che tu sia tornato.”

e contemporaneamente:

  • essere arrabbiato;
  • avere paura;
  • volerlo mandare via;
  • sperare che rimanga;
  • nascondere qualcosa.

Le parole sono ciò che il lettore sente.

Il sottotesto è ciò che il lettore percepisce.

Quando queste due dimensioni non coincidono perfettamente, il dialogo può acquisire profondità e tensione.


PER CHI È UTILE

Questa dispensa è particolarmente utile se:

  • i tuoi dialoghi ti sembrano artificiali;
  • tutti i personaggi parlano allo stesso modo;
  • i personaggi spiegano troppo;
  • le conversazioni servono soltanto a fornire informazioni;
  • vuoi rendere i dialoghi più naturali;
  • vuoi costruire personaggi con voci differenti;
  • vuoi utilizzare meglio silenzi e pause;
  • vuoi lavorare sul sottotesto;
  • vuoi aumentare la tensione nelle conversazioni;
  • vuoi utilizzare il dialogo per far evolvere una relazione;
  • non sai come revisionare una conversazione già scritta.

È utile soprattutto quando senti che i personaggi sono costruiti, ma non hanno ancora trovato la loro voce.


UNO STRUMENTO PER LA REVISIONE

Il dialogo può essere controllato anche dopo essere stato scritto.

Puoi chiederti:

Chi vuole cosa?

Perché lo sta dicendo?

Potrebbe dirlo in un altro modo?

Sta davvero dicendo quello che pensa?

L’altro personaggio ascolta davvero oppure interpreta?

Cosa cambia dopo questa conversazione?

Se eliminassi questo dialogo, la storia perderebbe qualcosa?

Sono domande che aiutano a distinguere una conversazione semplicemente corretta da una conversazione che sta facendo qualcosa per il romanzo.


E DOPO?

I personaggi ora hanno una voce.

Il passo successivo è imparare a guardare il testo nel suo insieme e trasformare una buona storia in un romanzo più solido, coerente e leggibile.

DISPENSA 14 — LA REVISIONE: COME TRASFORMARE UNA BUONA STORIA IN UN ROMANZO CHE FUNZIONA

Dalla prima stesura alla revisione consapevole: cosa controllare, cosa cambiare e come intervenire senza perdere ciò che rende tua la storia.



Quando i personaggi cominciano davvero a parlare, non stanno soltanto pronunciando delle parole. 
Stanno mostrando chi sono.

E spesso, soprattutto, stanno dicendo molto più di quello che sembrano dire.

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